C'è
stato un periodo della mia vita da investitore in cui ero preso da una sfiducia
verso i mercati azionari; ero quindi alla ricerca di un investimento che mi
avesse dato una sensazione di stabilità, serenità... lontano, quindi, dalle
oscillazioni del mercato azionario.
Trascinato
da un forte "home bias", ossia da quell'errata sensazione di
sicurezza che dà ciò che è vicino e dalla presunzione di conoscere meglio le
dinamiche politiche ed economiche locali, decisi all'epoca di comprare solo BTP
(Buoni del Tesoro Poliennali), investendo in questo modo al 100% nel rischio
Italia.
I
BTP sono, infatti, obbligazioni emesse dallo Stato Italiano che, per finanziare
le sue attività, chiede agli investitori un prestito in cambio di un interesse
corrisposto regolarmente nel tempo (la cedola) e del rimborso a 100 alla
scadenza del periodo stabilito.
L'
"home bias" è un tipico errore di finanza comportamentale, che mi ha
esposto a un forte rischio di concentrazione... stavo scommettendo in pratica
tutto sull'Italia, ossia, nella remota ipotesi di fallimento dello Stato
Italiano avrei perso quasi tutto il mio capitale finanziario.
Chiariamoci,
in 165 anni lo Stato Italiano non è mai fallito ed ha sempre pagato i suoi
debiti, tuttavia il rischio di fallimento, anche se remoto non è del tutto
assente... basti pensare che i titoli di Stato italiani, anche se classificati
come "invesment grade", sono collocati da diverse agenzie di rating
giusto uno o due gradini sopra la soglia dei titoli spazzatura (i cosiddetti junk bond, ossia titoli obbligazionari
di emittenti ad alto rischio di insolvenza); inoltre, lo Stato Italiano in caso
di grave difficoltà finanziaria potrebbe applicare le clausole CACs (Clausole
di Azione Collettiva). Tali clausole consentono allo Stato Italiano di modificare
le condizioni contrattuali, quali la rimodulazione delle cedole (ossia, la
diminuzione dell'interesse corrisposto periodicamente) e l'allungamento delle
scadenze (ossia, la posticipazione della data in cui lo Stato rimborserà il
capitale investito). Ad onor del vero, tali clausole si applicano anche ai
titoli emessi dagli altri Stati membri dell'Unione Europea, in quanto
introdotte e rese obbligatorie per le nuove emissioni a partire dal gennaio
2013.
Nonostante
tutto, di BTP ne ho ancora, anche se in misura drasticamente ridotta rispetto a
prima, in quanto per le loro caratteristiche ritengo possano giocare ancora un
ruolo nel mio portafoglio, in particolare per la gestione delle spese previste
e prevedibili nel breve-medio periodo.
E
tu hai mai investito in BTP? Fammelo sapere nei commenti.
Disclaimer: I
contenuti di questo blog hanno esclusivamente scopo informativo ed educativo.
Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, né un invito
all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Investire comporta rischi
significativi; effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un
consulente certificato.

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