venerdì 10 luglio 2026

BTP e "home bias"

 



C'è stato un periodo della mia vita da investitore in cui ero preso da una sfiducia verso i mercati azionari; ero quindi alla ricerca di un investimento che mi avesse dato una sensazione di stabilità, serenità... lontano, quindi, dalle oscillazioni del mercato azionario.

 

Trascinato da un forte "home bias", ossia da quell'errata sensazione di sicurezza che dà ciò che è vicino e dalla presunzione di conoscere meglio le dinamiche politiche ed economiche locali, decisi all'epoca di comprare solo BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), investendo in questo modo al 100% nel rischio Italia.

 

I BTP sono, infatti, obbligazioni emesse dallo Stato Italiano che, per finanziare le sue attività, chiede agli investitori un prestito in cambio di un interesse corrisposto regolarmente nel tempo (la cedola) e del rimborso a 100 alla scadenza del periodo stabilito.

 

L' "home bias" è un tipico errore di finanza comportamentale, che mi ha esposto a un forte rischio di concentrazione... stavo scommettendo in pratica tutto sull'Italia, ossia, nella remota ipotesi di fallimento dello Stato Italiano avrei perso quasi tutto il mio capitale finanziario.

 

Chiariamoci, in 165 anni lo Stato Italiano non è mai fallito ed ha sempre pagato i suoi debiti, tuttavia il rischio di fallimento, anche se remoto non è del tutto assente... basti pensare che i titoli di Stato italiani, anche se classificati come "invesment grade", sono collocati da diverse agenzie di rating giusto uno o due gradini sopra la soglia dei titoli spazzatura (i cosiddetti junk bond, ossia titoli obbligazionari di emittenti ad alto rischio di insolvenza); inoltre, lo Stato Italiano in caso di grave difficoltà finanziaria potrebbe applicare le clausole CACs (Clausole di Azione Collettiva). Tali clausole consentono allo Stato Italiano di modificare le condizioni contrattuali, quali la rimodulazione delle cedole (ossia, la diminuzione dell'interesse corrisposto periodicamente) e l'allungamento delle scadenze (ossia, la posticipazione della data in cui lo Stato rimborserà il capitale investito). Ad onor del vero, tali clausole si applicano anche ai titoli emessi dagli altri Stati membri dell'Unione Europea, in quanto introdotte e rese obbligatorie per le nuove emissioni a partire dal gennaio 2013.

 

Nonostante tutto, di BTP ne ho ancora, anche se in misura drasticamente ridotta rispetto a prima, in quanto per le loro caratteristiche ritengo possano giocare ancora un ruolo nel mio portafoglio, in particolare per la gestione delle spese previste e prevedibili nel breve-medio periodo.

 

E tu hai mai investito in BTP? Fammelo sapere nei commenti.

 

Disclaimer: I contenuti di questo blog hanno esclusivamente scopo informativo ed educativo. Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, né un invito all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Investire comporta rischi significativi; effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un consulente certificato.

 


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