Il Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield (Ticker: VHYL) si propone di replicare il rendimento dell'indice FTSE All-World High Dividend Yield, comprendendo titoli azionari di società ad alta e media capitalizzazione di tutto il mondo (sia dei mercati sviluppati sia dei mercati emergenti), che distribuiscono dividendi generalmente superiori alla media.
Presenta
un TER (costo di gestione annuale) del 0,29%, quindi abbastanza competitivo ma non
proprio economicissimo; il capitale gestito è molto grande, di quasi 9 miliardi
euro, il che dovrebbe mettere al riparo da eventuali chiusure del fondo; sulla
borsa italiana è molto scambiato, con volumi mensili e giornalieri elevati che
dovrebbero scongiurare un eventuale delisting.
Lanciato da Vanguard nel 2013, è un fondo
passivo a replica fisica che acquista azioni di oltre duemila aziende dell'intero
globo; in particolare, gli Stati Uniti sono rappresentati per circa il 40%,
Giappone per il 9%, Regno Unito per il 5,8%, e gli altri paesi con percentuali
via via minori.
Tra
i settori cui afferiscono le aziende incluse, i più rappresentati sono quello
finanziario (27%), industriale (11%), sanitario (9,5%), informatico (9%) ed
energetico (8,5%); abbiamo, dunque, una minore presenza di titoli tecnologici
rispetto agli ETF globali generici.
Tra
i principali titoli compaiono colossi del settore finanziario, come la JP
MorganChase & Co., del settore energetico, come la Exxon Mobil Corp., del
settore sanitario, come la Jhonson & Jhonson e del settore informatico,
come la Cysco Systems; scorrendo l'elenco delle aziende incluse ritroviamo
anche la Coca-Cola Co., la Pepsi Co Inc, la Toyota Motor Corp, e tantissime
altre aziende storiche e conosciute in tutto il mondo, nonché (anche se in davvero
piccola percentuale) aziende italiane, come UniCredit, Intesa SanPaolo, ENI ed
ENEL.
La
diversificazione globale è, quindi, un punto forte di questo ETF, che in
passato ha dimostrato tra l'altro performance di tutto rispetto; tuttavia, la
crescita di capitale è stata minore rispetto ad ETF globali generici non
incentrati sui dividendi, in quanto quest'ETF tende ad escludere aziende
orientate alla crescita (growth), privilegiando aziende di settori più maturi e
difensivi.
Essendo
quotato in dollari, le oscillazioni del cambio euro-dollaro incidono sul valore
complessivo dell'investimento; tuttavia, puntando sul lungo periodo, il rischio
valutario tende ad annullarsi.
Con
un dividendo medio annuo superiore al 3%, questo ETF rappresenta al momento
solo una piccolissima parte del mio portafoglio, in quanto al momento sono più
orientato all'accrescimento del capitale e punto, quindi, su ETF ad accumulo
che prediligono azioni di aziende growth; tuttavia, mi riservo in futuro, quando
più mi avvicinerò alla fase di decumulo, di investire un po' più incisivamente
in ETF azionari a distribuzione (come è appunto il VHYL) che comprendono azioni
di aziende più orientate alla distribuzione di dividendi e meno alla crescita:
tali aziende sono, tra l'altro, spesso più "stabili", ossia subiscono
meno oscillazioni di prezzo sui mercati.
E
tu cosa ne pensi di questo ETF? Fammelo sapere nei commenti.
Disclaimer: I
contenuti di questo blog hanno esclusivamente scopo informativo ed educativo.
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all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Investire comporta rischi
significativi; effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un
consulente certificato.


