domenica 12 luglio 2026

VHYL: l'ETF che punta ai dividendi del mercato azionario globale




Il Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield (Ticker: VHYL) si propone di replicare il rendimento dell'indice FTSE All-World High Dividend Yield, comprendendo titoli azionari di società ad alta e media capitalizzazione di tutto il mondo (sia dei mercati sviluppati sia dei mercati emergenti), che distribuiscono dividendi generalmente superiori alla media.

 

Presenta un TER (costo di gestione annuale) del 0,29%, quindi abbastanza competitivo ma non proprio economicissimo; il capitale gestito è molto grande, di quasi 9 miliardi euro, il che dovrebbe mettere al riparo da eventuali chiusure del fondo; sulla borsa italiana è molto scambiato, con volumi mensili e giornalieri elevati che dovrebbero scongiurare un eventuale delisting.

 

Lanciato da Vanguard nel 2013, è un fondo passivo a replica fisica che acquista azioni di oltre duemila aziende dell'intero globo; in particolare, gli Stati Uniti sono rappresentati per circa il 40%, Giappone per il 9%, Regno Unito per il 5,8%, e gli altri paesi con percentuali via via minori.

 

Tra i settori cui afferiscono le aziende incluse, i più rappresentati sono quello finanziario (27%), industriale (11%), sanitario (9,5%), informatico (9%) ed energetico (8,5%); abbiamo, dunque, una minore presenza di titoli tecnologici rispetto agli ETF globali generici.

 

Tra i principali titoli compaiono colossi del settore finanziario, come la JP MorganChase & Co., del settore energetico, come la Exxon Mobil Corp., del settore sanitario, come la Jhonson & Jhonson e del settore informatico, come la Cysco Systems; scorrendo l'elenco delle aziende incluse ritroviamo anche la Coca-Cola Co., la Pepsi Co Inc, la Toyota Motor Corp, e tantissime altre aziende storiche e conosciute in tutto il mondo, nonché (anche se in davvero piccola percentuale) aziende italiane, come UniCredit, Intesa SanPaolo, ENI ed ENEL.

 

La diversificazione globale è, quindi, un punto forte di questo ETF, che in passato ha dimostrato tra l'altro performance di tutto rispetto; tuttavia, la crescita di capitale è stata minore rispetto ad ETF globali generici non incentrati sui dividendi, in quanto quest'ETF tende ad escludere aziende orientate alla crescita (growth), privilegiando aziende di settori più maturi e difensivi.

 

Essendo quotato in dollari, le oscillazioni del cambio euro-dollaro incidono sul valore complessivo dell'investimento; tuttavia, puntando sul lungo periodo, il rischio valutario tende ad annullarsi.

 

Con un dividendo medio annuo superiore al 3%, questo ETF rappresenta al momento solo una piccolissima parte del mio portafoglio, in quanto al momento sono più orientato all'accrescimento del capitale e punto, quindi, su ETF ad accumulo che prediligono azioni di aziende growth; tuttavia, mi riservo in futuro, quando più mi avvicinerò alla fase di decumulo, di investire un po' più incisivamente in ETF azionari a distribuzione (come è appunto il VHYL) che comprendono azioni di aziende più orientate alla distribuzione di dividendi e meno alla crescita: tali aziende sono, tra l'altro, spesso più "stabili", ossia subiscono meno oscillazioni di prezzo sui mercati.

 

E tu cosa ne pensi di questo ETF? Fammelo sapere nei commenti.

 

Disclaimer: I contenuti di questo blog hanno esclusivamente scopo informativo ed educativo. Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, né un invito all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Investire comporta rischi significativi; effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un consulente certificato.




venerdì 10 luglio 2026

BTP e "home bias"

 



C'è stato un periodo della mia vita da investitore in cui ero preso da una sfiducia verso i mercati azionari; ero quindi alla ricerca di un investimento che mi avesse dato una sensazione di stabilità, serenità... lontano, quindi, dalle oscillazioni del mercato azionario.

 

Trascinato da un forte "home bias", ossia da quell'errata sensazione di sicurezza che dà ciò che è vicino e dalla presunzione di conoscere meglio le dinamiche politiche ed economiche locali, decisi all'epoca di comprare solo BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), investendo in questo modo al 100% nel rischio Italia.

 

I BTP sono, infatti, obbligazioni emesse dallo Stato Italiano che, per finanziare le sue attività, chiede agli investitori un prestito in cambio di un interesse corrisposto regolarmente nel tempo (la cedola) e del rimborso a 100 alla scadenza del periodo stabilito.

 

L' "home bias" è un tipico errore di finanza comportamentale, che mi ha esposto a un forte rischio di concentrazione... stavo scommettendo in pratica tutto sull'Italia, ossia, nella remota ipotesi di fallimento dello Stato Italiano avrei perso quasi tutto il mio capitale finanziario.

 

Chiariamoci, in 165 anni lo Stato Italiano non è mai fallito ed ha sempre pagato i suoi debiti, tuttavia il rischio di fallimento, anche se remoto non è del tutto assente... basti pensare che i titoli di Stato italiani, anche se classificati come "invesment grade", sono collocati da diverse agenzie di rating giusto uno o due gradini sopra la soglia dei titoli spazzatura (i cosiddetti junk bond, ossia titoli obbligazionari di emittenti ad alto rischio di insolvenza); inoltre, lo Stato Italiano in caso di grave difficoltà finanziaria potrebbe applicare le clausole CACs (Clausole di Azione Collettiva). Tali clausole consentono allo Stato Italiano di modificare le condizioni contrattuali, quali la rimodulazione delle cedole (ossia, la diminuzione dell'interesse corrisposto periodicamente) e l'allungamento delle scadenze (ossia, la posticipazione della data in cui lo Stato rimborserà il capitale investito). Ad onor del vero, tali clausole si applicano anche ai titoli emessi dagli altri Stati membri dell'Unione Europea, in quanto introdotte e rese obbligatorie per le nuove emissioni a partire dal gennaio 2013.

 

Nonostante tutto, di BTP ne ho ancora, anche se in misura drasticamente ridotta rispetto a prima, in quanto per le loro caratteristiche ritengo possano giocare ancora un ruolo nel mio portafoglio, in particolare per la gestione delle spese previste e prevedibili nel breve-medio periodo.

 

E tu hai mai investito in BTP? Fammelo sapere nei commenti.

 

Disclaimer: I contenuti di questo blog hanno esclusivamente scopo informativo ed educativo. Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, né un invito all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Investire comporta rischi significativi; effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un consulente certificato.

 


giovedì 9 luglio 2026

"L'investitore retail"... il mio ebook sulla finanza personale


Dagli errori commessi alle lezioni apprese, in questo ebook racconto il mio percorso da investitore retail per spiegare in modo semplice i concetti chiave della finanza personale. Un piccolo manuale che offre spunti e metodi per una gestione consapevole del proprio patrimonio finanziario.

 

Ecco il link all'anteprima del mio ebook... nel caso susciti interesse riporto alcuni bookstore online dove poterlo trovare:

 

- Amazon

 

- laFeltrinelli

 

- Kobo

 

- IBS


- Libreria Universitaria


- Casa del Libro 


- Unilibro 


- Morawa